Radio Rai 1 (Italy) interviews Laura Furci:

In NYC

Recording live in New York City my song "The dream of time" feat: Rob Duguay recording by Marc Urselli

From my last Album: "paCiencia" (Madrid, 2015) 

26-11-'15 All about jazz publishes:

"Furci follows Think with another provocative EP, paCiencia, a collection of six brief and powerful compositions: three in English and three in her native (and beautiful) Italian on which she performs with just her keyboard accompaniment. "All Notes Taken" readily displays Furci's passion and musicality as she passes through a dozen musical styles and at least two time shifts that take her voice from a gentle and carnal purr to pathos-filled cry from some mad analyses. Despite this description, the song is tightly conceived and focused, revealing Furci's compositional skill. The song is full Weimar Cabaret, haughty blues, dramatic balladry, and urgent contemporary angst. She proves a master at blending and bending styles to her creative whim. Furci is on the edge of something big...let's watch her grasp it."

For the full article enter here: http://www.allaboutjazz.com/paciencia-laura-furci-self-produced-review-by-c-michael-bailey.php

From "Think con la tua cabeza" New York City @2013:

Here's some of my latest music for you:

Live in Madrid @2014 with my Trio: Javier Colina-upright bas and Guillermo McGill-drums

This is what "All about Jazz" says about the Cd "Think con la tua cabeza":

" Her creativity extends well beyond the aural into both the physical and metaphysical"

All about jazz - America 25 Oct 2013 

http://www.allaboutjazz.com/php/article.php?id=45641#.UmoL7hZhe41

CD/LP/Track Review

Laura Furci: Laura Furci - Think Con La Tua Cabeza (2013)

By  Published: October 25, 2013

Laura Furci: Laura Furci - Think Con La Tua CabezaLaura Furci is many things. She is a classically-trained pianist, vocalist and composer with a musical vision that penetrates well beyond the artistic horizon we currently realize. Innovation has a cutting edge where the particles of creativity turn in upon themselves and it is on this almost theoretic wave where Furci is most comfortable surfing. Young, beautiful, talented, technically accomplished, organically creative, Furci is a Renaissance woman. Her second recording, following the 2010 EP Out of My Comfort Zone (Magnetica), is the fully realized Think Con La Tua Cabeza: a provocative array of musics and sounds, freshly presented. 

Furci runs a full gamut from the edgy, adult-contemporary "Positive Side" with its Beatles references among an inventive horn chart to the sharp and angular "Think For Yourself" scored for piano, corn flakes and pots and pans. Furci goes polyglot on "La Cosa" and "Tutto Sembra," the former sporting an inventive strings chart while the latter contains a whiff of Latin piano coupled with contemporary vocal and instrumental flourishes. She updates "Comfort Zone" from her previous EP of the same title, polishing all of its edges to a high sheen with strings. The evolution is exciting and shows Furci developing from a more traditional jazz vocalist to something novel and aesthetically pleasing. 

Furci's talent, in both depth and breadth, was tailor made for the multimedia age we enjoy. Her creativity extends well beyond the aural into both the physical and metaphysical. Her's is smart music played smartly, easily enjoyed by the broadest audience. Furci has come along way in the last three years and it can only be pure fun to see where she goes.


Track Listing: Positive Side; Live The Question; Think For Yourself; La Cosa; Comfort Zone; Love Secret; pinsir; tutto sembra; By Shy Tomorrow; Milagrosa: Pink Cloud; Sunny Day; Effect With No Cause; Not Interchangeable.

Personnel: Laura Furci: vocals, piano, cornflakes; Ugonna Okegwo: acoustic bass; Colin Stranahan: drums, pots, pans; Michael League: electric bass, guitar, Rhodes, pots, pans; Chris Bullok: clarinet, bass clarinet; Mike Haher: trumpet; Matt Mclaughin: French horn; Natalie Cressman: trombone; Maria Im: first violin; Tomoko Omura: first violin, second violin; Fung Chern Hwei: second violin; JY Lee: cello; Zack Brock: all strings (5).

Record Label: Self Produced

 

LA STAMPA INTERNAZIONALE HA DETTO DI LAURA FURCI:

 

 

"Laura Furci vive la domanda."

-Esquire-

 

"La sua è una musica intelligente, suonata in maniera intelligente."

-All About Jazz-

 

"…nel libretto che accompagna il disco si vede Laura Furci cantando mano nella mano con Al Jarreau…"

-El Pais- 

 

"C'è qualcosa di selvaggio ed allo stesso tempo bellissimo nella musica che offre questa temperamentale pianista, che è pronta per convertirsi nella prossima grande stella del genere."

-El Boletìn- Madrid

 

"Ascoltando 'Think con la tua cabeza' la prima cosa che si scopre è una esuberanza musicale senza limiti"

Republica.com

 

"La sua solida formazione classica le da una sicurezza schiacciante al piano, ma è l'intimità della sua voce e la sua teatralità italiana che marcano senza dubbio la differenza sul palcoscenico".

-El Mundo-America- New York

 

 

 "Laura Furci è molte cose. E' una pianista educata nella musica classica, una vocalist e compositrice con una visione musicale che va molto oltre l'orizzonte artistico che normalmente contempliamo. L'innovazione ha un punto di massima espressione in cui le particelle della creatività si incontrano con se stesse ed è su questa onda quasi teoretica che Furci naviga comodamente. Giovane, bella, creativa e tecnicamente realizzata, Laura è una donna rinascimentale.

Il suo secondo lavoro dopo "Out of my comfort zone" (2010, Magnetica), è il contundente "Think con la tua cabeza": un provocante compendio di musiche e suoni presentati con grande freschezza. 

Furci attraversa un ampio repertorio e gioca a oscillare tra un vocalizzare in stile jazz tradizionale verso qualcosa di più originale ed esteticamente bello. Il talento di Furci, tanto in profondità quanto in ampiezza, è fatto su misura per l'epoca multimediale in cui viviamo. La sua creatività trascende ampiamente l'udito passando dalla fisica alla metafisica. La sua è una musica intelligente, suonata in maniera intelligente, che arriva anche al grande pubblico. In questi ultimi tre anni Furci ha fatto molta strada e sarà puro divertimento scoprire fino a dove arriverà."

C. Michael Bailey - “All About Jazz”

 

"Intervistiamo una italiana mentre aspetta la sua tazza di caffè. E' una cantante, ed una persona estremamente amabile.

"Laura Furci vive la domanda."

"Esquire" 

 

"Laura Furci si sta aprendo il cammino con una voce propria nella mecca mondiale del Jazz. L'ispiratore del suo salto senza rete fu il sassofonista David Binney, che durante un suo passaggio a Siviglia (dove la cantante ha vissuto) ebbe la gentilezza di ascoltare alcune delle sue composizioni e sentenziare: "Dovresti andare a New York".

La sua solida formazione classica le da una sicurezza schiacciante al piano, ma è l'intimità della sua voce e la sua teatralità italiana che marcano senza dubbio la differenza sul palcoscenico".

Carlos Fresneda -"El Mundo-America", New York

 

"In -Think con la tua cabeza- le Arie del sud -Andalusia, Brasile- apportano un tocco distintivo e un repertorio introspettivo e jazzistico, marcato dalla esuberante personalità della sua autrice…superato il primo ascolto, la musica di Laura Furci assomiglia soltanto a se stessa.

…nel libretto che accompagna il disco si vede Laura Furci cantando mano nella mano con Al Jarreau…"

Chema Garcìa Martinez - "El Pais"

 

"Mentre parla con i giornalisti, Colina e McGill, i due componenti del suo "Trio spagnolo" aspettano Laura per continuare le prove. Ed è il bassista che suggerisce di interpretare 'Pinsir', la sua canzone favorita del disco. La magia nasce immediatamente. C'è qualcosa di selvaggio ed allo stesso tempo bellissimo nella musica che offre questa temperamentale pianista, che è pronta per convertirsi nella prossima grande stella del genere. E tutto indica che, molto probabilmente, non tarderà molto nel conseguirlo".

Rafael Alba "El Boletìn"

 

"Ascoltando 'Think con la tua cabeza' la prima cosa che si scopre è una esuberanza musicale senza limiti nell'ambito di uno stile personalissimo e difficilmente classificabile, anche se con un aria marcatamente newyorchese, che trasmette in ogni momento un chiaro messaggio: 'Nella musica, come nella vita, pensa sempre con la tua testa, senti con la tua sensibilità, appassionati con la tua libertà'."

Republica.com

 

"Laura Furci è una pianista che si trova in sintonia con Skriabin, Rachmaninov o Chopin; una voce profonda e ricca di sfumature; un'esperienza in studio con grandi musicisti di Jazz; e concerti intimisti che captano il pubblico dalla prima canzone".

Fernando Olmeda - "Nueva Tribuna", Madrid

 

"Farsi accompagnare da tali colossi ritmici potrebbe intimidire anche il più esperto in materia ed eclissare -se non si possiede la personalità musicale sufficiente- la solista. Niente di tutto ciò accade. Laura Furci ne esce con successo, più che trionfante, lasciandosi avvolgere dalle preziose pulsazioni ritmiche del maestro Colina e dai sottili colpi dello squisito McGill.

Manuel Recio / Cuadernos de Jazz

 

"Innanzitutto, l'opera di Laura Furci è un canto alla singolarità. Quella che regala la sua musica e quella che esorta negli ascoltatori. Una esortazione ad abbandonare la nostra comoda zona di confort e ad avventurarci in territori pieni di sfumature e toni che erosionino quei prevedibili modelli. Le canzoni di Laura Furci compiono così il loro obiettivo mentre ci invitano a condividere con loro il piacere di regalare felicità, che tanto felici ci rende.

Salvador Catalàn - "Rockdelux", Siviglia

 

 

July, 20th 2015 Apertura concerto di Stefano Bollani:

 

"Su il sipario,e la serata é cominciata con la sfavillante esibizione della pianista codroipese Laura Furci.
Quaranta minuti buoni di coloratissimo jazz originale, in cui l'artista ha letteralmente mangiato il palco, quaranta minuti volati in un soffio nonostante l'eclettica prima protagonista della kermèsse abbia saputo spaziare dallo smooth proprio del suo repertorio alle teatralitá in pieno stile Paolo Conte (di cui tra l'altro ha proposto una personalissima versione di "Sijmadicandhapajiee") passando per le aperture free jazz del suo manifesto musicale ("Pensa con la tua testa"),il tutto condito da una tecnica pianistica invidiabile e da passaggi vocali colorati di soul ed a momenti addirittura di lirica leggera.
Un'esibizione a tuttotondo quindi,tanto trasversale quanto frizzante e poliedrica,tant'è che si è conclusa con l'interpretazione di un grande classico della musica italiana, "Estate" di Bruno Martino.
Chapeau per la nostra corregionale quindi,nella ferma convinzione che la sua caleidoscopicitá non potrá altro che portarla a calcare palcoscenici di rango,e non col ruolo di comprimaria." 
Alessandro Farina

Laura Furci non è sicura che quello che compone sia jazz. Nessun buon jazzista ne è mai sicuro. Come nessun buon poeta sarebbe disposto ad assicurare che scrive poesia, fino a quel famoso flashback personale che ci annunciano per i secondi immediatamente anteriori alla morte. 
Oltre i quadri sinottici e le qualificazioni d'uso, lei ci brinda ora 14 nuovi titoli in tre lingue diverse e uno stesso linguaggio, quello della bellezza che spesso si confronta con l'anima, a volte alienata e spesso alla ricerca di quel paradiso impossibile che alcuni chiamano calma. 
La musica probabilmente è la miglior mappa che ci permette di cercare quel mondo senza definizione di settore in cui l'essere umano si possa riconciliare con se stesso."

@Jose Tellez

"...una pianista que conecta con Scriabin, Rachmaninov o Chopin; una voz profunda y rica en matices; una experiencia en estudio con grandes músicos de jazz; y conciertos intimistas que captan al público desde la primera canción..."

Nueva Tribuna, Madrid 11 Sept. 2013 

Arroparse por tales colosos rítmicos podría intimidar hasta al más avezado en la materia, y eclipsar —si no se tiene la personalidad musical suficiente— a la solista. Sin embargo, nada de esto ocurre. Laura Furci sale más que airosa, triunfante, dejándose envolver por los preciosistas pulsos rítmicos del maestro Colina y por los sutiles golpeos del exquisito McGill 

Manuel Recio / Cuadernos de Jazz

"Su sòlida formacion clàsica... la intimidad de su voz y su teatralidad italiana...marcan la diferencia en los escenarios"

El Mundo - America, New York 21 May 2011

"Laura Furci invita tutti a pensare con la propria 'cabeza'". 

Il Piccolo, Trieste e Gorizia 17 Dic 2013

"...la variedad estilìstica, temàtica y linguistica..su pose natural de cercanìa...el entramado complejo de acordes con que envuelve sus letras...la simpatìa con la que se expresa ante el pùblico..."

El Diario de Càdiz, Càdiz 15 Agosto 2013

"L'effetto è un disco molto ben riuscito, con soluzioni sonore inaspettate ed arrangiamenti convincenti..."

Il Gazzettino, Udine e Pordenone 11 Dic 2013

Màs allà de los cuadrod sinopticos y de las calificaciones al uso, ella nos brinda ahora catorce nuevos tìtulos en tres idiomas distintos y en un mismo lenguaje, el de la belleza a menudo enfrentada con el alma, a veces enajenada y a menudo a la busca de ese paraìso imposible al que algunos llaman sosiego.

Juan Jose Tellez, 31 Dic 2013 Sevilla

"Pero, por encima de todo, la ópera prima de Laura Furci es un canto a la singularidad. La que despliega su música y la que alienta en los oyentes..."

Salvador Catalàn Romero 15 Dic 2013


El jazz mestizo de Laura Furci.-

Quienes se adentran en el jazz saben que no sólo se trata de una música sino de un largo viaje: hacia el corazón de uno mismo, es un dolor de vértebras, un solo de labios, una jam de emociones. Cuando conocí a Laura Furci, en La Isleta, un impensable club del barrio de La Viña en Cádiz, ella ya sabía que dudosamente habría de ejercer su licenciatura en Ciencias Políticas. Más bien, se estaba sumergiendo conscientemente en las arenas movedizas de ese mundo raro que cualquier día nos convida a un “Summertime” en Nueva Orleans pero termina llevándonos hacia un hotel de Shanghai con una orquesta jurásica o hasta un bar de San Petersburgo con virtuosos que tienen que construir sus propios instrumentos.

Laura Furci supo, desde muy pronto, que reeditar los viejos standards podría ser una formidable fuente de inspiración pero el reto estribaba en crear nuevas composiciones, un mundo personal que se nutriera de la experiencia. Así que a bordo de su segundo disco, “Think con la tua cabeza”, nos enfrentamos a un universo mestizo, el que le proporciona su propio oficio interpretativo, sus partituras y un cuaderno de bitácora que le ha llevado desde Italia a España o a Estados Unidos, haciendo parada y fonda en lugares como Venecia o Milán, Madrid, Barcelona, Andalucía y Nueva York. A través de su piano habla una voz que nos lleva desde Gerhswin a Chopin, o clásicos contemporáneos tan dispares como Paolo Conte, Madeleine Peyreaux o Javier Ruibal.

Así, “Think con la tua cabeza” principia con “Positive side”, un tema poderoso, lleno de ecos sabios, entre los que cabe rastrear incluso a The Beatles, pero que ella recrea como una propuesta nutricia, en donde un guiño armónico conduce a otro. Ese coloquio sin tiempo se hace presente en otros cortes de esta grabación, como “Milagrosa armonía”, en el que parte de la veta melódica de Alexander Scriabin, un compositor ruso que vivió a caballo entre finales del XIX y comienzos del XX, pero que un siglo más tarde, permite a Laura Furci explorar caminos personales, sin olvidar no obstante el eco de sus maestros. Esa quizá sea la clave de sus composiciones, el diálogo con otros músicos y con otras músicas, en un territorio en donde lo supuestamente culto se codea democráticamente con lo popular.

Sin embargo, más allá de sus inquietudes como compositora, en ella alienta una clara querencia literaria que le lleva a apostar por una obra tan marcadamente conceptual como ésta. Aquí y ahora, la partitura y la letra nos conduce hacia un claro discurso cuyos ejemplos más palmarios bien pudieran ser dos títulos de este disco: “Live the question” o “Think for yourself”, con curiosos arreglos este último para piano, palomitas de maíz, ollas y sartenes. Lectora confesa de Pier Paolo Pasolini, ella sostiene que sólo el esfuerzo individual o colectivo por usar las propias entendederas puede alejarnos de la propaganda que ha permitido gobiernos populistas en la vieja Europa de las grandes utopías. Como afirmó en una entrevista, “si no conocemos las respuestas, vivamos las preguntas”. Y lo declaró con una cita de Rainer María Rilke, otro de sus autores favoritos: “No busques ahora las respuestas, que no se te pueden dar porque no podrías vivirlas. Y se trata de vivirlo todo. Vive ahora las preguntas, y las respuestas llegarán”.

'Out of my confort zone' fue su primer tema grabado en Nueva York, con el que dio vida y título a un EP (2010): también encierra un mensaje nítido, el de que no hay que refugiarse en las zonas confortables, en aquellos burladeros en donde la comodidad puede arrebatarnos el potencial de riesgo que nos invita a buscar nuevas fronteras personales o artísticas. El álbum, producido mediante un crowfunding cómplice y plural, incluye tres temas con impronta española, “La Cosa”, “Milagrosa armonía” --con el gaditano Antonio Lizana en una de sus incursiones neoyorquinas-- y “La cosa más vieja que existe”, sin excluir otras atmósferas como las que encierra “Pink cloud” en torno a las marismas de San Fernando. En sus letras, lo mismo encierra fragmentos de su propia memoria como “By Shy Tomorrow”, que surge a partir de su encuentro con Al Jarreau, un maestro al que venera, o textos poéticos como el de “Pinsir”, basado en un texto de Ennio Zampa escrito en el dialecto de la región de Friúli de donde es originaria la pianista y cantante. "Love secret", "Tutto sembra", "Sunny Day", "Effect with no cause" y "Not interchangeable" completan el repertorio de este disco en donde destaca la participación de virtuosos como Ugonna Okegwo, al bajo acústico; Colin Stranahan en la percusión, o Michael League en el bajo eléctrico. Algunos de los instrumentos más heterodoxos corren a cargo de Chris Bullok, mientras que la sección de vientos es asumida por Mike Maher, Mat Mclaughin y Natalie Cressman. Los violines se los reparten, en distintos temas y tesituras, Maria Im, Tomomko Omura o Fung Chern Hwei. JY Lee al cello y Zack Brock, a bordo de diferentes cuerdas, completan los créditos del álbum.

Laura Furci no está segura de que lo que haga sea jazz. Ningún buen jazzista lo está. Como ningún buen poeta estaría dispuesto a asegurar que escribe poesía, hasta ese famoso flashback personal que nos anuncian para los segundos inmediatamente anteriores a la muerte. Más allá de los cuadros sinópticos y de las calificaciones al uso, ella nos brinda ahora catorce nuevos títulos en tres idiomas distintos y en un mismo lenguaje, el de la belleza a menudo enfrentada con el alma, a veces enajenada y a menudo a la busca de ese paraíso imposible al que algunos llaman sosiego. La música probablemente sea el mejor mapa que nos permita buscar ese mundo sin ámbito en donde el ser humano se reconcilie consigo mismo.

Juan José Téllez